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La
Valutazione Diagnostica
Il disturbo borderline di personalità è collocato,
utilizzando la metodologia di classificazione
multi-assiale proposta dal DSM (IV e IV-TR), sull'asse II
nel gruppo B (o cluster drammatico-imprevedibile) dei
disturbi di personalità.
Dello stesso cluster fanno parte, ovvero condividono gli
aspetti drammatico-imprevedibili anche il disturbo
istrionico, antisociale e narcisistico di personalità.
Come per ogni disturbo della personalità anche per il BPD
(borderline personality disorder) è necessario, prima di
una valutazione specifica, considerare i criteri generali
per i disturbi di personalità. I
Sintomi del Disturbo Borderline di Personalità
Il DSM-IV (APA, 1994) definisce il BPD come una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé e dell'umore e una marcata impulsività, comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da uno (o più) dei seguenti elementi:
-
sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono.
Nota Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.
-
un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall'alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.
-
alterazione dell'identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili
-
impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate).
Nota Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.
-
ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento
automutilante.
-
instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell'umore (per es., episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni)
-
sentimenti cronici di vuoto
-
rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici)
-
ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.
Analisi
dei Criteri Diagnostici
1) il paziente borderline, in relazione al livello di
gravità della manifestazione sintomatologica, può
mettere in atto comportamenti e azioni, anche
potenzialmente dannose per sé e per gli altri in risposta
alla percezione di essere stato abbandonato, lasciato o
rifiutato ed indipendentemente se l'abbandono sia reale o
immaginario. La paura stessa di poter essere lasciati in
genere è sufficiente a scatenare una crisi. Anche la
potenziale perdita imminente di un ambiente di sostegno,
quali il termine di una seduta clinica, oppure un semplice
ritardo anche di pochi minuti ad un appuntamento, una
mancata risposta ad una chiamata telefonica (oggi è
comune anche una mancata risposta a SMS o E-Mail)
possono produrre crisi di ansia e panico, rabbia eccessiva
e non appropriata alla circostanza, alterazioni
dell'umore, delle cognizioni e del comportamento.
Nel primo criterio il DSM-IV include una nota importante,
quella di non considerare, dal punto di vista
fenomenologico, il criterio 5, ovvero le ricorrenti
minacce di suicidio o i gesti automutilanti. Questo
perché c'è un tentativo da parte del Manuale di essere
a-teorico, o comunque di evitare un'interpretazione del
comportamento per finalità diagnostiche. Il clinico,
quindi, eviterà, di ipotizzare che il tentativo di
suicidio, i gesti di automutilazione o l'ideazione e le
minacce di suicidio sia uno sforzo disperato per evitare
l'abbandono pur se questa interpretazione è valida. Tale
atteggiamento è necessario soltanto da una posizione
diagnostico-descrittiva.
2) Le
relazioni interpersonali sono centrali nelle personalità borderline. Il
rapporto con gli altri è instabile e il paziente è in
grado di stravolgere in poco tempo il giudizio e la
percezione che ha di una persona. Può passare da
un'estrema idealizzazione dell'altro (partner, amici,
familiari, sconosciuti e ovviamente anche lo psicologo)
per poi improvvisamente virare verso una svalutazione
dello stesso in caso di frustrazione. Gli episodi di instabilità sono frequenti.
Capita sovente, soprattutto nei confronti di partner
sessuali, una idealizzazione soprattutto all'inizio del
rapporto. Il paziente borderline è in grado di
innamorarsi frequentemente e di dichiarare amore e
progetti di vita di coppia già dopo pochi incontri.
Soprattutto quando sono evidenti tratti istrionici il
paziente borderline può sembrare estremamente seducente,
simpatico, vivace, pieno di vita pur rimanendo
tendenzialmente pessimista. Questa esaltazione
coinvolge soprattutto quelle personalità generalmente
insicure con tratti narcisistici o dipendenti che cadono
facilmente nella trappola tesa dal paziente borderline
(ovviamente la modalità di comportamento manipolatoria
non è pienamente cosciente, il paziente non sente di
prendere in giro la persona, percepisce esattamente quello
che dice e afferma). Mancando un filtro in grado di
posticipare gli impulsi, le personalità borderline nello
stesso modo in cui esaltano l'altro o la relazione, la
riescono a far crollare. Capita, nei nostri studi,
che un paziente dichiari innamoramento verso lo psicologo
o che appaia estremamente seduttivo esaltando le qualità
terapeutiche del clinico o la sua capacità di
comprensione ma svalutandolo (anche indirettamente ad
esempio svalutando la psicologia) verso il termine della
seduta.
Anche le relazioni sono caratterizzate da eccessi,
impulsività ed imprevedibilità. Spesso possono sentire
che l'altro non è abbastanza presente, non dà quanto
loro vorrebbero, oppure c'è l'assurda aspettativa che
l'altro debba pensare a loro quando essi vorrebbero o che reagissero
a determinati pensieri o comportamenti secondo una
aspettativa spesso non apertamente
comunicata.
Un esempio può aiutare il clinico a comprendere meglio la
situazione: "una paziente dichiara di essersi
infuriata dopo che il ragazzo con cui era uscita la sera
prima non si è accorto che, durante una passeggiata, lei
si è fermata sotto un lampione. Il ragazzo infatti
avrebbe dovuto dirle che lei non aveva bisogno di luce
perché brillava di luce propria".
3) Anche
l'immagine e la percezione di sé risultano alterate. Un
paziente può cambiare improvvisamente obiettivi,
aspirazioni, valori, ruolo, lavoro (hanno difficoltà di
prestazione in genere in lavori pochi strutturati ed in
situazioni scolastiche), amicizie, identità e tendenze
sessuali. E' molto diffuso un comportamento omosessuale o
bisessuale nei pazienti borderline che, in genere, non
temono le reazioni sociali, della cultura o della
sub-cultura di riferimento, mostrando un evidente orgoglio
delle proprie tendenze sessuali cosa che, in un
omosessuale o in un bisessuale non si verificano in
condizioni normali. L'omosessualità non viene vissuta
quindi come una condizione normale dal paziente borderline
ma come qualcosa da mostrare, spesso per manipolare,
stupire o condizionare gli altri. Il "coming-out"
non sembra un problema ma si verifica immediatamente ed in
modo eccessivo.
Il paziente borderline può vivere la sensazione di non
esistere, di non esserci, dimostrando una evidente crisi
della propria identità ed evidenziando una necessità di
accudimento. Il paziente borderline può passare
rapidamente da una condizione di vittima bisognosa ad una
condizione di carnefice vendicatore, spiazzando
completamente chi ha una relazione con loro. Spesso i
partner o i familiari dichiarano "lei non è sempre
così, sa essere dolcissima, la vera lei è l'altra, è
come se avesse due personalità". In realtà i
pazienti borderline non hanno "due personalità"
ma modalità alterate ed alternate di percepire e di
reagire che evidenziano nuovamente uno scarso controllo
degli impulsi. Infatti visioni diverse di sé esistono in
condizioni normali ma vengono filtrate, razionalizzate,
tollerate e gestite dalla persona sana, ciò non avviene
nel paziente con diagnosi di disturbo borderline.
4) lo scarso
controllo degli impulsi si evidenzia direttamente con la
presenza di condotte che definiamo appunto
"impulsive" e che devono essere presenti in
almeno due arre che siano potenzialmente dannose per il
soggetto. Sono molto frequenti pratiche sessuali promiscue
come il cambiare partner rapidamente oppure vivere più
storie contemporaneamente, spesso i rapporti sessuali sono
impetuosi e coinvolgenti, estremamente fantasiosi e
passionali, ma anche estremamente impulsivi e, molte
volte, senza accorgimenti preventivi sia dal punto di
vista anticoncezionale che di profilassi di malattie
sessualmente trasmissibili. Può capitare, in alcuni casi,
che una paziente possa ricorrere ad IVG più di una volta
nel corso di poco tempo vivendo l'interruzione come un
metodo anticoncezionale.
Le condotte impulsive possono riguardare la
sessualità, lo spendere eccessivamente spesso sopra le
proprie possibilità, il gioco d'azzardo, la guida
spericolata, le abbuffate tanto che c'è un altissimo
tasso di comorbidità tra disturbo borderline e disturbi
alimentari come la bulimia ed il disturbo da abbuffate
(una correlazione che nei nostri studi sfiora il 100% nel
senso che quasi tutte le pazienti bulimiche che abbiamo
avuto modo di aiutare hanno avuto una diagnosi sull'asse
II di BPD). L'uso di sostanze è alcol sono estremamente
frequenti e
possiamo andare da un farmaco o da cannabis fino all'uso
di acidi e cocaina, oggi purtroppo all'ordine del giorno.
5) Il
criterio 5 è quello per il quale più frequentemente il
paziente e soprattutto i suoi familiari od il partner,
richiedono un intervento psicologico. E' anche il criterio
più drammatico in quanto implica una diretta minaccia per
la vita del paziente.
Capita spesso che il paziente borderline minacci il
suicidio o che abbia ideazione suicidaria, così come può
capitare che tenti il suicidio o metta in atto, cosa molto
frequente, gesti automutilanti come bruciature o tagli su
braccia e gambe (spesso i pazienti li chiamano "i
taglietti"). L'automutilazione è spesso vissuta con
piacere dal paziente ed offre una sensazione di sollievo.
In molte occasioni i tagli e le bruciature avvengono in
stati alterati di coscienza ovvero in situazioni
dissociative transitorie. Spesso il paziente dichiara che
mentre si taglia è come se si vedesse dall'esterno, come
se non fosse lui (questo però non significa che il
tagliarsi sia qualcosa che considera spiacevole).
E' frequente sentire frasi "tagliarsi è bellissimo,
è fantastico". Vedremo che per finalità di
trattamento queste sensazioni sono fondamentali.
I gesti automutilanti ed autodistruttivi sono messi in
atto soprattutto in seguito ad una minaccia di abbandono,
alla presa in carico di nuove responsabilità, in periodi
di cambiamento e, più in generale, durante la perdita di
un ambiente supportivo. Questo dimostrerebbe la tendenza
all'uso manipolatorio di tali gesti che diventano al tempo
stesso un tentativo di soluzione di tensioni a-specifiche
(v. trattamento) e di comunicazione.
In una percentuale che può andare dal 10% al 15% dei
casi, i pazienti riescono nel loro tentativo di suicidio;
a volte per errore (ovvero un taglio più profondo,
scivolare dal cornicione o dalla finestra durante una
minaccia di buttarsi, ecc.), altre volte perché non è
arrivato il soccorritore che, in genere, i pazienti
avvertono sia con comunicazioni reali (telefonate,
messaggi, comportamenti, comunicazione verbale) sia con
comunicazioni immaginarie, soprattutto nei casi più gravi
(pensare che un altro possa sentire che si sta per
commettere un gesto anticonservativo).
In sede diagnostico differenziale il clinico esperto
saprà distinguere un tentativo di suicidio messo in atto
dal paziente borderline da quello messo in atto da un
paziente depresso.
Il paziente borderline che ha tentato il suicidio spesso
svalorizza tale gesto, lo sminuisce, non lo considera
grave o realmente importante e soprattutto lo utilizza per
vendetta, per manipolazione, per far sentire in colpa gli
altri. Spesso il tentativo di suicidio è preceduto da
struggenti lettere in cui si evidenziano doppi legami
("ti amo troppo per farti soffrire, ecc.").
Nel paziente con disturbo depressivo maggiore, invece, il
tentativo di suicidio, viene visto come una sconfitta. Il
paziente depresso si sente in colpa per non essere
riuscito ad uccidersi, in quanto spesso si percepisce come
un peso. Mentre è comune che il paziente borderline abbia
una storia di tentativi multipli di suicidio e condotte
multi-impulsive, nel paziente depresso i tentativi di
suicidio sono in genere uno o un paio in quanto è più
frequente che riesca nell'intento.
6) Il
paziente borderline presenta un umore disforico basiliare.
L'affettività e l'umore sono instabili e spesso reattive
a situazioni ambientali ovvero al contesto psico-sociale
(affetti e relazioni). Il paziente borderline è
estremamente sensibile ad ogni variazione e modificazione
del proprio ambiente e delle proprie strutture mostrando a
volte comportamenti ossessivi di controllo soprattutto
interpersonale. Può evidenziarsi irritabilità ed ansia
che, nella maggior parte dei casi, possono durare da poche
ore fino a pochi giorni, molto raramente superano tali
periodi di tempo.
7) Noia e
sentimenti cronici di vuoto sono all'ordine del giorno nei
pazienti borderline. La sensazione di noia è tale che
cercano sempre qualcosa da fare, cercano di riempire il
"vuoto" che possiamo definire relazionale.
Questa è una altra importante distinzione tra il paziente
depresso ed il paziente borderline. Infatti il paziente
con diagnosi di BPD non è abulico, privo di volontà, e
non subisce la sensazione di noia ma reagisce ad essa
cercando di colmare tale lacuna pur senza un evidente
successo in quanto la noia si ripresenta costantemente. La
sensazione di vuoto e noia sono spesso accompagnate da un
costante pessimismo. Non è infatti l'umore depresso la
sensazione prevalente ma il pessimismo, una visione
notturna e decadente della vita. Questa è una tendenza
molto comune nella sub-cultura "dark" di cui
spesso i pazienti borderline fanno parte. Spesso si
definiscono dark o comunque hanno atteggiamenti o
anche gusti musicali, cinematografici o letterari, tipici.
8) Sono
spesso presenti eccessi di ira e rabbia, anche apertamente
espressa. La reazione di rabbia spesso si evidenzia come
eccessi di sarcasmo, scontri fisici od espressioni verbali
accese ed "esplosive". La durata media della
rabbia è bassa, in genere si risolve in poche ore o pochi
giorni. Anche se può capitare che il paziente chiuda
definitivamente una storia o una relazione successivamente
a tali episodi. Quando è il paziente a terminare la
relazione questa potrebbe chiudersi, mentre non deve
capitare il contrario (criterio 1).
9) il
criterio nove è stato aggiunto soltanto nel DSM-IV
(1994). Si verificano, soprattutto in periodi di grande
stress, ideazione paranoide o sintomi dissociativi
perlopiù transitori (come derealizzazione e
deperesonalizzazione). Il paziente borderline spesso
dichiara sensazioni frequenti di dèjà vu. Gli stati
alterati di coscienza e l'ideazione paranoide però sono
generalmente di durata e di intensità insufficiente per
giustificare una diagnosi aggiuntiva su un altro
asse.
a
cura del
Dott.
Marco
Baranello
Per citare questa fonte
Baranello, M. (2006)
Diagnosi fenomenologica del disturbo borderline di
personalità
Istituto di Psicologia Emotocognitiva - CSRP -
www.psicopatologia.org
Roma, 6 aprile 2006.
bibliografia di riferimento:
bibliografia
disturbi di personalità
altre risorse:
risorse
on-line su disturbi di personalità
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