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Psicologia
Emotocognitva: Protocollo B-10 per la cura degli Attacchi
di Panico
il protocollo base generale è stato modificato per
l'intervento psicologico breve finalizzato alla terapia
degli attacchi di panico e ridotto a sole 10 sedute
(protocollo B-10). L'intervento psicologico secondo il
nuovo protocollo B-10 utilizzato in psicologia
emotocognitiva richiede elevata esperienza clinica
e formazione continua dello psicologo, in assenza di tale
requisito si consiglia di utilizzare il protocollo di
terapia breve degli attacchi di panico a 15 sedute. Le
cinque sedute di follow-up (valutazione longitudinale dei
risultati raggiunti) rimangono invariate per entrambi i
protocolli. Il protocollo di terapia psicologica breve
B-10 integra gli strumenti conoscitivi della psicologia
emotocognitiva con alcune tecniche di derivazione
cognitiva e strategica che si sono dimostrate coerenti con
il modello teorico che spiega i processi funzionali e
disfunzionali di organizzazione sistemica. Alcune
strategie di comunicazione permettono infatti di
by-passare l'azione di resistenza e controllo da parte
dell'organismo che produce il loop disfunzionale portando
l'organismo stesso a generare il conflitto attuale che
sostiene la sintomatologia d'ansia ed il disturbo da
attacchi di panico. Ricordiamo che l'incremento di
tensioni sintomo-specifiche tende a cronicizzare i
processi disfunzionali ovvero a mantenere coerenza
disfunzionale nel corso del tempo.
Nell'ottica della psicologia emotocognitiva è necessario
risolvere in tempi brevi tali tensioni centrali e
periferiche rispetto al sistema nervoso quindi permettere
alla tensioni a-specifiche che hanno generato le
modificazioni neurofisiologiche che creano la
manifestazione sintomatologica del panico la loro
risoluzione definitiva.
Si procede quindi con gli specifici strumenti di
comunicazione propri delle nuove metodologie di conduzione
del colloquio psicologico (senza prescrizione
psicofarmacologica) a sbloccare, con la tecnica del primo
passo e lo schema ABC, il loop disfunzionale che sostiene il complesso di
sintomi dell'ansia e del panico. Si agisce sul concetto di
sofferenza primaria e secondaria permettendo all'organismo il vissuto
di quella primaria che, va sottolineato, ha una durata
limitata nel tempo ed è necessaria ed inevitabile per
l'organizzazione sistemica funzionale del paziente. Si
interviene ovviamente mantenendo l'ottica bio-psico-sociale propria dell'approccio
sistemico-relativista della psicologia emotocognitiva.
La valutazione dei processi disfunzionali che sostengono,
mantengono e potrebbero aggravare il disturbo da attacchi
di panico, rimane fondamentale ed occupa come al solito le
prime quattro sedute entro le quali, lo ricordiamo, sarà
sempre necessario verificare lo sblocco del loop
disfunzionale. La valutazione sulla scala razionale
dell'efficacia dell'intervento in psicologia
emotocognitiva deve risultate con somma positiva (>=
+1).
Si procede quindi con tecniche di problem-solving
situazione-specifiche al fine di sbloccare ogni processo
dell'organismo che potrebbe tendere a ripristinare la
propria organizzazione in senso disfunzionale. Allo
sblocco della situazione e alla remissione dei sintomi ci
dobbiamo attendere alcune ricadute che definiamo
"scosse di assestamento". L'aspettativa sulle
ricadute va comunicata al paziente che viene frenato in
caso di eccessivo entusiasmo che, come sappiamo, tende a
generare, nonostante l'aspetto positivo dei contenuti,
tensioni sintomo-specifiche che potrebbero portare ad una
minore efficacia del trattamento psicologico. In
psicologia emotocognitiva è necessario ridurre ogni
atteggiamento, azione, comportamento, pensiero che produca
nel sistema il conflitto attuale che risulta sempre
patogenetico. Dove le modificazioni neurovegetative
associate agli attacchi di panico, quindi tachicardia,
sudorazione, tremori, paura di morire, di perdere il
controllo o di impazzire, sensazione di svenimento,
sbandamenti, nausea o vomito, cuore in gola, sensazione di
mancanza d'aria e soffocamento, sensazioni di torpore e
formicolio, senso di irrealtà e sintomi dissociativi
associati, accompagnati da ansia e angoscia, producono un
attenzione disfunzionale (incremento di tensioni centrali
e periferiche sintomo-specifiche), l'intervento
psicologico deve poter produrre una riduzione
dell'attenzione disfunzionale. Per farlo si utilizzano le
tecniche di prescrizione sintomatologica e si evita
accuratamente ogni forma di rassicurazione. E' proprio la
rassicurazione che incrementa le tensioni specifiche in
quanto aumenta l'attenzione del soggetto sul sintomo
stesso in virtù di un processo per il quale l'organismo
ricerca oggetti esterni ai confini del Sé quando dovrebbe
provvedere in modo autonomo alla risoluzione del disagio a
livello fisiologico. Lo stesso effetto negativo, per
questo processo, lo producono i farmaci con funzione
ansiolitica. L'organismo deve infatti ripristinare un
processo psicofisiologico funzionale in modo autonomo. Per
farlo è necessario che l'organismo abbia un ruolo attivo.
L'attività che come effetto produce il cambiamento,
incrementa il "senso di volizione" ovvero il
motore del mantenimento del sistema. I processi del
sistema dovranno essere orientati in senso funzionale. L'intervento psicologico
in psicologia emotocognitiva,
lavorando sui processi stessi di organizzazione attraverso
specifiche strategie di comunicazione e schemi, permette di
raggiungere tale obiettivo in tempi molto brevi.
Ogni azione e pensiero del paziente e degli altri
significativi per il paziente, teso alla risoluzione del
disturbo, che però non ha avuto efficacia in tale senso,
è in realtà patogenetico, ovvero mantiene e aggrava la
sintomatologia in quanto incrementa tensioni
sintomo-specifiche riducendo allo stesso tempo il senso di
volizione.
Tecnicamente quindi lo psicologo ad indirizzo di
psicologia emotocognitiva dovrà provvedere
all'eliminazione di tali comportamenti, azioni e pensieri.
Si utilizzano quindi le tecniche del linguaggio binario,
nonché la tecniche come l'importante schema ABC, per
poter attivare i processi attentivi funzionali del
soggetto in grado di annullare la resistenza fisiologica
al cambiamento da parte del sistema nervoso centrale. Il
paziente deve avere la sensazione di
"illuminazione", di scoperta della chiave di
volta che apre la porta del cambiamento sano e funzionale.
E' il paziente che cambia per se stesso ed è il paziente
che dovrà incrementare la sensazione di essere egli
stesso agente del proprio cambiamento funzionale (senso di
volizione).
Si procede quindi con il mantenimento dei progressi
attraverso sedute sempre più dilazionate nel tempo fino
alle cinque sedute di follow-up che permettono la verifica
ed il mantenimento a lungo termine dei risultati
raggiunti. Si crea un nuovo equilibrio, stavolta
funzionale, che l'organismo ha necessità di fare proprio.
Da questo momento ogni modificazione disfunzionale tipica
della vita quotidiana viene integrata nel nuovo processo
funzionale e non avrà più potere patogenetico. Di fatto
la persona sarà guarita.
La condizione di guarigione si potrà attribuire dal
quarto follow-up. Alla primo follow-up secondo il
protocollo B-10 si attribuisce "remissione
parziale" quindi "remissione completa" e
solo successivamente guarigione anche se di fatto il
paziente non dovrebbe avere più il disturbo o comunque
una riduzione significativa al termine del protocollo di
10 sedute e, come sempre più spesso avviene, anche prima.
Nonostante le statistiche favorevoli in termini di
efficacia del trattamento si sconsiglia di alimentare tali
speranze nel paziente in quanto potrebbe compromette
l'intero trattamento psicologico finalizzato alla cura del
disturbo da attacchi di panico.
Evitamento
Fobico della Sofferenza
Il trattamento psicologico degli attacchi di panico
secondo quanto proposto dalla psicologia emotocognitiva
prevede la definizione dei processi che generano il loop
disfunzionale ed il conflitto attuale. Il colloquio
psicologico per la terapia breve del panico secondo il
protocollo B-10 va orientato ad imbuto, cercando di
ridurre la complessità del fenomeno a pochi elementi
fondamentali. Questi elementi dovrebbero far emergere i
processi che l'organismo, nel suo funzionamento
bio-psico-sociale, mette in atto al fine di tentare di
evitare la sofferenza primaria (stress psicofisiologico)
che, in realtà, è la condizione necessaria per la
remissione definitiva dei sintomi del disturbo. La
risoluzione della sofferenza secondaria (tensioni
sintomo-specifiche) avverrà quindi attraverso tecniche
tese alla risoluzione dell'evitamento fobico della
sofferenza. Anche per gli attacchi di panico, quindi, il
processo psicologico con finalità di cura dovrà essere
ridotto, nel tempo più breve possibile, a tale intervento
clinico.
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TEMPO
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INTERVENTO e TECNICHE
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FREQ
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ATTESA
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1-4
sedute
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VALUTAZIONE
- ascolto attivo
- sintonizzazione affettiva
- linguaggio binario
- tecnica del primo passo
- sintesi seduta
- definiz. soff. primaria e sec.
- prescrizioni suggestive
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1sett
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sblocco
situazione. Prima riduzione sintomatologica
<0 - intervento inefficace
si procede con l'interruzione
>=+1 - intervento riuscito
si prosegue il trattamento
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5-7
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TRATTAMENTO SPECIFICO
- tecniche base (come 1-4)
- evitamento fobico soffer.
- problem-solving
- rinforzo cambiamento
- arginare gli eccessi
- mantenimento volizione
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2sett
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<=+1 intervento inefficace
>+1 intervento riuscito
riduzione importante dei sintomi.
1) minore frequenza
2) minore portata
3) riduzione evitamento
incremento volizione
1) incremento attività
2) maggiore benessere
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8-10
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CONCLUSIONE
- tecniche base (come 1-4)
- problem-solving
- rinforzo cambiamento
- mantenimento
- spiegazioni funzionamento
- incremento volizione
- attesa di assestamento
- definizione follow-up
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3sett
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<=+2 intervento inefficace
>+2 intervento riuscito
remissione parziale
1a) annullamento disturbo
1b) o riduzione significativa
2) incremento attività
3) aumento senso volizione
4) incremento autostima
5) diminuzione ansia
6) equilibrio umore
7) benessere generale
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F-UP1
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Follow-Up
definizione trattamento
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4sett
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remissione parziale
stabilizzazione
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F-UP2
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trattamento
interventi situazionali
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8sett
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remissione completa
normalizzazione
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F-UP3
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trattamento
interventi situazionali
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12set
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remissione completa
normalizzazione
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F-UP4
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trattamento
interventi situazionali
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24set
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possibile guarigione
normalizzazione
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F-UP5
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trattamento
interventi situazionali
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24set
|
guarigione
normalizzazione
|
a
cura del
Dott.
Marco
Baranello
Per citare questa fonte
Baranello, M. (2006)
Protocollo B-10 in psicologia emotocognitiva per la cura
del panico
Istituto di Psicologia Emotocognitiva - CSRP -
www.psicopatologia.org
Roma, 25 novembre 2006.
bibliografia
di riferimento: sezione
disturbi d'ansia
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